Qtti-4802sd - SPIRITUALITÀ

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Voce narrante • SIMONA



Senza data 1948 • “Frecce di Sapienza”

Frecce di Sapienza (intime lezioni) - 1° quaderno
[Non si tratta di un quaderno ma di un taccuino di cm 10x15. Sulla prima pagina del taccuino, nello spazio rimasto sopra e sotto la dicitura “Frecce di Sapienza (intime lezioni) – 1° quaderno”, Maria Valtorta ha poi inserito l’annotazione del 12.2.53: Mia osservazione..., che riportiamo a suo luogo.
Un vero quaderno, di cm 14,5x20, è quello sulla cui targhetta di copertina Maria Valtorta ha scritto “Sulla Tomba di S. Pietro” e sul frontespizio interno ha scritto “II° quaderno di Frecce di Sapienza (intime lezioni)”.
Gli scritti che riguardano la Tomba di S. Pietro saranno riportati in una pubblicazione specifica. I rimanenti scritti del quaderno e tutti gli scritti del taccuino vengono inseriti nella presente raccolta seguendo l’ordine progressivo delle date.]

Queste sono le mie piccole lezioni che Gesù chiama “Frecce di Sapienza”. Per paura di dimenticarle le scrivo. Facciano poi gli altri ciò che di esse credono meglio.

Dice Gesù:
«A quelli che non possono accogliere l’idea che il Figlio di Dio abbia potuto patire la tentazione triplice Io dico una volta ancora che quella patita nel deserto si è ripetuta da parte degli uomini sino all’ora di nona.
Riflettano a queste parole. Dico: sino all’ora di nona. Dopo non più.
Satana mi tentò di lussuria della carne con l’evocazione della femmina e con la fame, di lussuria del cuore con l’offerta delle potenze e dei regni se lo avessi adorato, di lussuria della mente spingendomi all’imprudenza per la superbia d’essere il Figlio di Dio al quale gli angeli avrebbero fatto da riparo al piede.
Gli uomini mi hanno tentato alla lussuria della carne con le ripulse e le femmine, alla lussuria del cuore con l’offerta di un regno, alla lussuria della mente tentandomi a mancare di prudenza per superbia del mio Io divino.
Satana e uomini uniti nello scopo di farmi crollare nel fango del peccato per abbattere il Vincitore eterno.
Ma ancora una volta Io grido: “Chi può vantarsi di avermi indotto al peccato?”».
Spiegazione sulla frase del Credo: “… E tornerà di nuovo con gloria a giudicare i vivi e i morti”.
I vivi non sono coloro che saranno ancora viventi sulla Terra alla fine del mondo. Ma saranno i giusti, già morti o morenti in quell’ora.
I morti saranno i dannati.
Quando G. C. scese nel Limbo liberò gli innocenti e santi là accolti.
Quelli che vi sono ora e vi saranno, i giusti di ogni religione, convinti di essere nella vera, hanno un premio da “pargoli”… in attesa di quello finale, perché la Divina Giustizia, la Misericordia Incarnata e l’Infinita Carità non lasceranno di premiare coloro che seguirono Giustizia offrendola al Dio in cui credevano, sicuri di essere nel vero.
Dice Maria:
«La Vita, scendendo nel mio beato Seno, beato perché reso fecondo dall’Amore, mi fu dolcissima mirra che mi preservò dalla corruzione di morte. Non solo perché, Immacolata, io non tornai polvere dopo esser stata marciume. Ma più per aver avuto vitalizzata la materia, corrompibile, dalla Vita Ss. che in me prese Carne.
Ma credetemi, o figli. A voi pure, sebbene non immediatamente succedente al sonno di morte, la Vita che scende nel vostro seno, sotto le Specie Eucaristiche, e vi è accolta non indegnamente durante il terreno giorno, dà vita. Vita gloriosa alla carne.
Dopo il giorno terreno, e il sonno di morte, ecco, verrà l’alba del Giorno eterno e vive saranno le carni sugli spiriti vivi. Le carni e gli spiriti di coloro che non possono morire perché la Vita: Gesù Pane di Vita, li ha vivificati. Le carni e gli spiriti di coloro che, essendo tabernacolo al Pane del Cielo che è il mio Gesù, in loro ebbero il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo».

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