LEGGE ► SIlVIA CANEPARO
LEGGE ► DANIELA CIAVONI
17 maggio 1949 • Pomeriggio
Prima Gesù, Ecce Homo, che attende la Croce e mi dice: “Essi mi impongono nuovamente la croce perché Io, col mio dolore, li redima… La loro ostinazione nell’impenitenza mi flagella, mi incorona di spine, mi aggrava della croce… tre martirii per le loro tre concupiscenze umane, mentali, spirituali”.
Più tardi Maria Ss. di Fatima, proprio Lei col manto bianco e oro, il Rosario in mano, la veste candida, ma il viso dolcemente addolorato. Scende per il sentiero di nubi sino al mio letto e all’altezza dello stesso. Ma non sono due lacrime come l’8 c.m. che le rigano il volto… È un diluvio di lacrime che le lava il volto e sparge di perle, anzi di diamanti, la candida veste cadendole sino ai piedi nudi. E se il pianto dell’8 era calmo – due sole lacrime scese dagli occhi sul volto afflitto ma non contratto dal dolore – oggi è il gran pianto che altera anche i tratti del volto e scuote tutto il corpo nel singhiozzare intenso… Non una parola… Ma sguardi e lacrime.
Le chiedo: “Per me questo pianto? Ho mancato?”.
Scrolla il capo, ha un tenue sorriso, conferma con la voce: “No, non per te. Non sei tu che mi fai piangere… Ma quanto! Quanto dolore!”.
Vorrei consolarla, ma non mi dà tempo di chiederle con che potrei farlo. Dice: “Amarmi sempre più per consolarmi di chi è figlio prodigo che lascia di abitare nel Cuore della Madre, nel mio Cuore immacolato il cui palpito d’amore santifica chi lo accoglie”.
Poi se ne va piangendo, un poco curva, come accasciata. Mi sembra la Dolorosa delle ore di Passione…
Le chiedo: “Per me questo pianto? Ho mancato?”.
Scrolla il capo, ha un tenue sorriso, conferma con la voce: “No, non per te. Non sei tu che mi fai piangere… Ma quanto! Quanto dolore!”.
Vorrei consolarla, ma non mi dà tempo di chiederle con che potrei farlo. Dice: “Amarmi sempre più per consolarmi di chi è figlio prodigo che lascia di abitare nel Cuore della Madre, nel mio Cuore immacolato il cui palpito d’amore santifica chi lo accoglie”.
Poi se ne va piangendo, un poco curva, come accasciata. Mi sembra la Dolorosa delle ore di Passione…