460103 - SPIRITUALITÀ

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LEGGE ► MIRIAM D'ANTINO


LEGGE ► SILVIA CANEPARO

LEGGE > DANIELA CIAVONI



3 gennaio 1946
[Precede il capitolo 365 dell’opera L’EVANGELO, pur essendo la sua data – “3 gennaio” – posteriore a quella seguente]

2 gennaio 1946
  Sera fra il 2 e il 3 gennaio 1946
  Un chiostro di monastero, porticato, pavimentato a piastrelle quadre bianche e nere. Il lungo chiostro si perde nell'oscurità in fondo. Dove sono io è fatto a spigolo così.

  Nel punto dove è l'archetto e la stellina è una statuetta di Gesù Bambino di una età sui 28-30 mesi. Biondo, bello, con una veste azzurra pallida a stelline dorate, la destra alta a benedire, la sinistra col globo. Una lampada ad olio rischiara la statua.
 Mentre la guardo si anima e diviene vera carne. Mi sorride e accenna con la manina dicendo: "Vieni qua! Vieni qua!". E diviene luminoso, bellissimo. L'angolo del chiostro luce come per luce di stelle. Mi accosto un poco, sorridendo riverente. Ma mi fermo ancora troppo lontano e il Bambino insiste con la voce e la manina: "Ma vieni qua! Qua vicino!". Gli vado vicino. Ride felice e dice: "Me li scaldi con un bacio i piedini? Ho tanto freddo!" e mi porge a turno i piedini nudi, sui quali per scaldarli appoggio non solo le labbra ma la guancia febbrile.
 Egli ride. Un chiaro riso infantile, e dice: "Sono il Bambino della piccola Teresa di Lisieux. Questo è il Carmelo. Capisci? Sono il Bambino Gesù di Suor Teresa del B. G.".
 Io lo contemplo estatica, ora che gli sono proprio vicina. È tanto bello! Poi la luce cresce, cresce, annulla il potere di vedere tanto è violenta, e tutto scompare. Resta solo il ricordo e la pace.

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