440506 - SPIRITUALITÀ

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LEGGE > SILVIA CANEPARO


LEGGE > DANIELA CIAVONI


6 maggio
Rimango come morente dopo la Comunione e sento gemere Gesù nella sua agonia del Getsemani. Incapace di scrivere, resto così, volendo e non volendo trascrivere quei lamenti. Sento che per molti parranno bestemmie… e sono così veri. Ricordo lo strazio di quando lo vidi: 11 febbraio, nel Getsemani… Le parole corrispondono all’espressione di tutto il mio Gesù torturato nello spirito. Disperato!… Ma chi lo ammette?

7 maggio
Mi decido, per trovare requie, a trascrivere queste parole di strazio. Ma Gesù dice: «Siano esclusivamente per te, perché gli altri non le capirebbero. Ti siano di conforto per non temere di esser perduta, come credi, per il tuo desolato soffrire che ti fa delirare.»

8 maggio
Sono più accasciata dei giorni scorsi. Leggo e rileggo il pianto di Gesù per potermi dire: “Egli mi capisce e compatisce” e mi stringo a Maria perché non ho conforto da nulla e nessuno sulla Terra.

9 maggio
In un quarto d’ora di sonno, stamane sogno uno sbarco in una cittadina tirrena a spiaggia non scogliosa. Non so quale né se sia un presagio o un riflesso del mio spasimare. Mi sveglio più che mai triste, convinta d’essere io pure “un fuscello nelle mani di Satana” come dice Gesù. Lo imito nel rifugiarmi verso il Cielo. Non “nel Cielo”, poiché il Cielo è chiuso da un mese per me…

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